Il mondo del Bio – parte 2

Il mondo del Bio – parte 2

Capitolo Secondo

Il Mondo del Bio: Risposte.

Quando si parla del mondo del bio nel vino bisogna però prestare molta attenzione a un delicato aspetto. Biologico non vuol dire che è più buono o che fa meno male, ma semplicemente che il produttore ha voluto identificarsi con questa certificazione perché le condizioni ambientali del luogo dove sono ubicati i suoi vigneti sono tali per cui è possibile metterlo in pratica.
In ambienti di grande sfruttamento territoriale come per esempio le Langhe, la pratica biologica non è molto diffusa a meno che i vigneti siano in qualche modo protetti naturalmente, circondati da alberi o prati.
Un esempio l’azienda agricola Camparo a Diano d’Alba. La presenza di vigne di altre aziende non biologiche nelle vicinanze potrebbe essere dannosa non per la qualitá del vino del produttore biologico ma per la sua certificazione: ATTENZIONE questo è l’unico aspetto da considerare. Da anni in Piemonte come in altre regioni a sfruttamento territoriale intensivo infatti vige l’agricoltura integrata, un modus operandi a basso impatto inquinante: c’è la tendenza qui da parte di alcuni produttori nel scegliere una sola vigna dove riuscire a produrre almeno un vino ecosostenibile realizzato con bassissimo apporto inquinante come la Nascetta prodotta dall’azienda agricola Le Strette di Novello.
Un’altra discriminante è per esempio la presenza di insetti nocivi che le pratiche biologiche in vigna non riescono a debellare, l’esposizione dei vigneti non a sud con la possibilità, quindi, di avere frequenti marciumi che portano danni permanenti alla pianta, molti ostacoli si frappongono tra il potenziale produttore biologico e la certificazione. Spesso si decide solo dopo molti anni di errori, prove, tentativi ed esperimenti ad attuare una conversione ma il più delle volte è un rischio.
Il CLIMA con cui molti vignaioli si sono confrontati, come in un’estate piovosa e distruttiva come questa (che ha messo in ginocchio i vigneti del nord e ha portato un’epidemia di peronospora al sud) ha spinto molti di loro a chiedersi se davvero la via del biologico sia quella giusta da seguire. L’agricoltura è una delle poche scienze esatte che ci sono al mondo e se una persona ha il potere e le competenze per potersi fregiare di essere un viticoltore è una grande opportunità, perché da la possibilità di poter scegliere sul destino della propria azienda.
Sarebbe un peccato non seguire il biologico se le condizioni sono ottimali ma sarebbe davvero controproducente seguirla esclusivamente per far parte di un movimento o di una semplice moda. La natura non perdona!

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