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IL MITO DEL BRODETTO E IL MARE DELLE CANOCCHIE

IL MITO DEL BRODETTO E IL MARE DELLE CANOCCHIE

Ecco, queste sono le curiose scoperte che Gastronomitaly col suo eco richiama, allietando menti e palati ed arricchendoci di esperienze. Un incontro del tutto particolare e divertente quello con il Prof. Massimo Pandolfi naturalista ed ecologo, docente di Zoologia ed etologia ed esperto di cucina di prodotti tradizionali ed antichi, ma così antichi che risalgono addirittura al tempo della pietra, tanto da ideare un circolo culturale denominato “Neanderthal Pesaro, la bistecca di mammuth” (di cui fanno parte alunni ed ex alunni del decennale “Corso sui prodotti e cucine tradizionali” dell’Università dell’Età Libera di Pesaro).

 

Davanti a due birre weiss medie, mi racconta, con grande entusiasmo e da buon “portolotto” (abitante della zona porto di Pesaro) di aver ripreso la ormai dimenticata cucina tradizionale di pesce pesarese, che prevedeva la realizzazione di un ottimo BRODETTO col pescato dell’Adriatico, o come lo chiama lui “IL MARE DELLE CANOCCHIE”. Sorrido divertita sotto i baffi mentre mi spiega che era una specie che risale all’epoca del mammuth appunto, alchè rido apertamente immaginandomi come potesse essere una canocchia a quei tempi, tant’è che gli chiesi spaventata le dimensioni, – era quasi uguale ad ora – mi risponde, quindi direi una specie poco evoluta, ma sempre prelibata per la polpa dolce e delicata, a buon mercato per l’abbondante quantità che il mare Adriatico ne produce, bensì l’86% del pescato mondiale.

 

DALLA STEPPA GLACIALE ALLA CANOCCHIA …. DA BRODETTO.

…alla canocchia perché il mare Adriatico è di tipo postglaciale costruito di lenti sedimenti del Paleo Po nel corso di 18.000 anni, ricco di vita e di pesci adatti alla vita bentonica . La canocchia quindi, come protagonista sta qui a rappresentare tutte le tipologie di pesci che abitano l’Adriatico centro-settentrionale, che privilegiano un mare che non vada oltre i 50 metri di profondità, ricco di plancton, di fauna di fondo, molluschi, crostacei, echinodermi, che si nascondono in fondali sabbiosi o melmosi per difesa, proprio come la canocchia, ma anche come il prelibato scorfano, il simbolo del sapore di un brodetto, il pesce ragno, la rana pescatrice, la triglia, il gattuccio, il palombo e la razza, che compongono in mille modi diversi le varietà di brodetti tradizionali lungo tutta la costa adriatica.

 

Come spiega il prof., “la cucina marinara pesarese è poco conosciuta nel quadro della gastronomia regionale marchigiana, dove prevalgono quelle dei porti pescherecci di San Benedetto del Tronto, Ancona e Fano. Il porto di Pesaro, con i suoi pescatori, i trabaccoli che commerciavano con Venezia e la costa Dalmata, i barchetti che levavano all’alba e tornavano al tramonto in un tripudio di vele, ha storie e tradizioni rimaste finora ‘sottocoperta’…. . Il nostro obiettivo è farle riscoprire”.

 

Per questo, il professor Massimo, attraverso la sua associazione, organizza delle interessantissime serate culturali in cui insegna a degustare una tradizione e una storia antichissima sulla ricerca, il metodo e la diversa combinazione di vari pesci in certi piatti o brodetti, come ad esempio inizialmente la canocchia non vi si aggiungeva, ma poi divenne apprezzatissima dal palato femminile e venne piano piano introdotta. Serate dunque ricche di aneddoti , curiosità storiche, ingredienti a sorpresa e gusti resi ancora più straordinari e significativi, abbinati ovviamente a vini locali dal loro perché, una serata dunque di ritorno alle origine di ognuno di noi.

 

Nell’ultima serata ad esempio si sono potuti conoscere 4 brodetti della tradizione: “brodetto della casa”, “brodetto sanbenedettese”, “brodetto tradizionale pesarese di famiglia”, “brodetto pesarese del pescatore”, preceduti da un “brodetto/guazzetto pesarese di crostacei” in abbinamento al vino di pregiate cantine di Bianchello sul Metauro e Verdicchi.

 

Devo dire che è stato un successo e che non tarderanno, mi dice il Prof., altre interessanti lezio/cene teorico e piacevolmente pratiche sulle tipicità tradizionali del mare dell’Adriatico del versante pesarese.

 

 

 

 

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