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Birra artigianale a norma di legge!

Ad oggi si può definire “birra artigianale” unicamente “la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”.

imagesL’art. 35 comma 1 della l. 28 luglio 2016, n. 154 ha introdotto l’art. 4 bis nel testo della l. 16 agosto 1962, n. 1354, ancora oggi provvedimento legislativo fondamentale per la disciplina della produzione e del commercio della birra, modificando sostanzialmente l’ottica della normativa nei confronti di tale bevanda.

Sebbene, infatti, tale corpo normativo avesse originariamente ad oggetto in modo prevalente la tutela della salute del consumatore attraverso una puntale definizione dei criteri di rispetto dell’igiene nel sistema produttivo della bevanda, il costante sviluppo dei birrifici artigianali e del consumo di birra non industriale ha spinto il legislatore ad intervenire per circoscrivere la definizione di artigianalità e di microbirrificio in un contesto commerciale che, spesso, era oggetto di condotte non proprio trasparenti da parte di chi, approfittando del vuoto normativo, utilizzava impropriamente termini e sigle.

Pertanto, ad oggi si può definire “birra artigianale” unicamente “la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”.

Questa definizione tende, quindi, a valorizzare i presupposti ed i procedimenti produttivi idonei a garantire la qualità del prodotto: anche ai fini normativi, quindi, non è tanto rilevante il profilo soggettivo, quanto il sistema di realizzazione del prodotto, dal momento che viene valorizzato il contributo umano e l’esclusione di quei sistemi di conservazione e stabilizzazione della birra, come la pastorizzazione e la microfiltrazione, che rendevano la bevanda priva di una propria unicità, impoverita delle tipiche proprietà organolettiche e nutrizionali e, quindi, del tutto identica a se stessa, al pari di qualsiasi altro prodotto industriale.

 

Il medesimo provvedimento normativo ha introdotto altresì una nozione di “piccolo birrificio indipendente” che viene definitivo come “un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”

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